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![]() Storia In Breve LE ORIGINI E' facile riassumere il passaggio dalla preistoria alla fine del Medio
L'arcipelago delle Canarie si è formato nell'arco di alcuni milioni
di anni, in seguito ad una serie continua di eruzioni vulcaniche. Le isole
più orientali, Lanzarote e Fuerteventura possono essere considerate le più
antiche di tutto l'arcipelago, iniziando la loro formazione quasi 20
milioni di anni fa'.Non è certa, in questa lunga evoluzione, l'origine ed il periodo della comparsa dei primi abitanti delle isole. Quando i primi navigatori prendono contatti con queste isole, gli abitanti sembrano essere di origini magrebine o, quanto meno, provenienti dalle coste africane del mediterraneo. L'isola si chiama, secondo la lingua locale, Tita-roy-gatra. DALLA PREISTORIA ALLA CONQUISTA E' facile riassumere il passaggio dalla preistoria alla fine del Medio
Evo. L'isola,benché conosciuta dai fenici, romani, etruschi e cartaginesi,
vive fino all'inizio del 1400 come nell'età della pietra: niente materie
prime, niente metalli, uomini nudi e donne ricoperte di pelli di capra,
che vengono allevate come primario sostentamento. Neppure i sempre più
frequenti contatti con i navigatori genovesi, spagnoli e portoghesi fanno
sì che si muti questo modo di vivere.Nel 1313 giunge sull'isola Lanzarotto o Lancellotto Malocello, navigatore genovese, che si stabilisce sull'isola, vivendoci per 20 anni fino alla sua morte, dando poi il suo nome all'isola: LANZAROTE. Nel 1402 l'isola viene conquistata da Jean de Bethencourt, normanno soldato di ventura, al soldo del regno di Castiglia. I suoi luogotenenti mettono a ferro e fuoco l'isola, fino a conquistarla, "convertendo" al cattolicesimo gli aborigeni sopravissuti. Lanzarote passa quindi un periodo di pretese portoghesi, sfociate con una breve conquista, per poi tornare definitivamente spagnole verso la fine del secolo. I PIRATI Il 1500 porta le invasioni dei pirati del vicino Islam, fra turchi, algerini, marocchini e spagnoli rinnegati. Queste scorrerie, frutto per lo più di una serie di vendette dovute a saccheggi effettuati sulle coste africane dai reggenti dell'isola, porta morte ripetutamente nei vari paesi. I villaggi costieri vengono abbandonati in favore di vecchi e nuovi insediamenti verso l'interno. La famiglia reggente di Lanzarote, gli Herrera, prima attrice delle scorrerie verso l'Africa, diventa vittima degli assalti, fino al rapimento della figlia del primo marchese dell'isola, il celebre Augustin de Herrera. L'ultima e più cruenta scorreria pirata porta la data del 1618. IL BENESSERE E LA CRISI L'economia dell'arcipelago, prima incrementata dagli scambi con l'Europa e con il nuovo Mondo, subisce un brusco arresto dovuto a svariate cause, fra le quali: Questi eventi costringono gli abitanti al commercio clandestino con le Americhe ed al contrabbando con la Spagna. In questo periodo, Lanzarote funge da "granaio" per le isole maggiori e i pochi scambi interni consentono il sostentamento della popolazione. DALLE ERUZIONI ALLA EMMIGRAZIONE Nel 1721 l'arcipelago viene sconvolto da un uragano terribile che provoca morte e enormi danni sulle isole più orientali, ossia Lanzarote e Fuerteventura. Quest'ultima vive uno dei periodi più neri per via di una carestia senza precedenti. Il vento del vicino deserto africano e le cavallette fanno il resto. E' il primo giorno di settembre del 1730 quando, dopo un periodo di allarmanti terremoti e di improvvisi odori pestilenziali che spuntano dal nulla, la terra decide di aprirsi e dare vita ad una serie di eruzioni delle più incredibili che la storia ricordi. Varie fasi eruttive (ben 5), più di sei anni di paura, un terzo dell'isola sconvolta e stravolta da lava, cenere e lapilli, crateri nati su paesi, ceneri depositate sui campi coltivati. Un inferno che muterà per sempre la fisionomia di Lanzarote, sia fisica che economica. Il 1736 segna la fine definitiva di questa lunga fase eruttiva e l'inizio di una ulteriore rinascita. Si inizia la coltivazione della vite nelle "buche", si coltiva la "pianta della soda" (detta anche "Erba Calì" o, in castigliano, barrilla) , che tanto beneficio porta e che poi, come già accaduto per altri commerci, finisce in fumo a metà del 1800 per via delle imposte che vari organi imponevano (i signori di Lanzarote, il Clero, il Governo, la Corona Spagnola, ecc.). I pirati danno un ultimo colpo di coda (1749) e ad essi si accodano gli Inglesi (1762). Ed è poi nuovamente siccità. Molti isolani partono verso il nuovo mondo in cerca di fortuna e viene costruito il castello di San Jose, al fine di far lavorare gli abitanti disperati. LA CULTURA, LA FAME E LE GUERRE Il 1800 inizia all'insegna di scontri interni per il governo militare. La Spagna elimina le Signorie e Lanzarote diventa una provincia del regno. L'ultima eruzione colpisce l'isola nel 1824 ma è nulla a confronto di quella del secolo precedente. Intanto Arrecife, diventata sempre più importante, diventa capitale, a scapito della vecchia Teguise. L'emigrazione è sempre più forte e la crisi economica è sempre pressante. Per favorire la ripresa, l'arcipelago viene definito "porto franco" e dalla Spagna giungono aiuti alle isole. Malgrado la situazione, fiorisce la cultura e nascono vari giornali. L'ultimo quarto di secolo torna ad essere tragedia per la carestia causata dalla siccità, situazione che porta alla partenza di famiglie intere per le Americhe. Il '900 si apre quindi con l'isola spopolata ed affamata. La vita delle isole, dipendente sempre più dal continente e dalle Americhe, viene ulteriormente colpita dalla prima guerra mondiale, che porta alla mancanza di materie prime, richieste incessantemente in Europa. Nel 1923 inizia la dittatura di Primo de Rivera che, malgrado le apparenze, riporta un poco di benessere alle isole, incrementando le opere pubbliche e facendo riprendere gli scambi commerciali con Inghilterra, Francia e altri paesi europei. Durante la guerra civile, Lanzarote fornisce uomini ai battaglioni siti nei vari fronti. Il clima è quello delle denuncie, vendette e rappresaglie, anche se minore rispetto alle altre isole. Il dopo guerra, non coincidente con quello europeo, è pieno di stenti e fame. Inizia il razionamento, le "tessere", il mercato nero (estraperlo) e, nuovamente, l'emigrazione. Gli anni 60 riportano un poco di serenità sull'isola. Inizia il turismo, nascono opere pubbliche sull'isola e le navi cisterne smettono di rifornire Lanzarote di acqua da bere. Ritorna dall'America, Cesar Manrique, artista locale che aveva raggiunto la fama mondiale con le sue opere. Assieme a Pepin Ramirez, suo amico di infanzia e capo del Cabildo Insular De Lanzarote, progetta e realizza opere turistiche ed architettoniche che incideranno per sempre la storia moderna dell'isola e la sua collocazione nel circuito internazionale del turismo, dell'arte e della Natura. Alla morte di Cesar, nel 1992, Lanzarote è, per tutto il mondo "la isla mitica". IL NUOVO MILLENIO E' facile riassumere il passaggio dalla preistoria alla fine del Medio
L'isola ha affrontato l'inizio del nuovo millenio con speranza ma anche con apprensione. La situazione internazionale, pur portando a volte beneficio inaspettato all'arcipelago dal punto di vista turistico,
ha comunque lasciato il segno sull'economia locale e sulla società Canaria in generale.La disoccupazione, l'immigrazione clandestina e l'insicurezza sono i principali motivi di preoccupazione degli abitanti delle "Isole Felici", che così felici sembra che non siano più.... Le barche di immigrati africani raggiungono le coste di Lanzarote ormai giornalmente e spesso solo corpi senza vita raggiungono le scogliere e spiagge frequentate da turisti. Vari Hotel hanno dovuto cedere alla logica della "sopravvivenza" rinunciando alla famosa qualità alberghiera per un indispensabile utile. Vari abitanti si lamentano del non trovare più il "facile lavoro" e del fatto di doversi specializzare e, a volte, anche emmigrare, come facevano i loro nonni, per poter trovare un lavoro. La "Isla Mitica", riserva della Biosfera, lotta per rimanere tale, contro le logiche di mercato ed i "centri di potere". Intanto anche l'isola si evolve, con la creazione di nuovi servizi e di nuove strade, forse poco consoni alla logica di Manrique ma orientate a facilitare la vita di chi vive l'isola. Solo il tempo dirà chi ha poi ragione...Ma per il turista, questo importa meno. Lanzarote attende chi la vuole visitare, con le stesse attrattive di sempre: la sua natura, i suoi colori e la sua gente. PER SAPERNE DI PIÙ Nel caso in cui vi interessasse conoscere qualche cosa in più sulla storia dell'isola, vi invitiamo ad entrare nelle seguenti pagine.
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