ORIGINI GEOLOGICHE



LA NASCITA DELL'ARCIPELAGO

Lanzarote è  una delle  più  vecchie delle isole dell'arcipelago e si possono datare le sue origini dai 20 ai 16 milioni di anni. Con l'isola di Fuerteventura forma una piccola piattaforma che si eleva dal fondale marino per quasi 3.000 metri.
L'idea dell'appartenenza alla mitica Atlantide sembra ormai tramontata definitivamente, benché alcuni studiosi continuino a sostenere la tesi delle Canarie, Azzorre e Capo Verde come residui del mitico ed antichissimo continente scomparso.
L'origine dell'arcipelago è ancora a livello di ipotesi.
La prima pone come origine delle isole la spaccatura della dorsale atlantica quando iniziò la deriva dei continenti (immagine a lato). Quindi, le camere magmatiche che si sono staccate per colpa dell'allontanamento dei continenti (verso est la parte Africana e verso ovest le Americhe), hanno continuato la loro opera eruttiva fino a dare origine all'arcipelago, nell'arco di milioni di anni.
La seconda ipotesi, invece, fa risalire la formazione delle isole ad una serie di "fuochi" magmatici creatisi circa 20 milioni di anni fa' e che hanno prima innalzato la base sottomarina creatasi dalla deriva dei continenti, quindi, dopo eruzioni sottomarine, hanno portato le rocce laviche ad emergere ed a continuare la propria opera all'aria aperta (immagine a lato). Un processo comunque durato milioni di anni.
Recentemente, una terza ipotesi sta prendendo piede, facendo risalire la formazione delle isole allo scontro tra la placca che forma la catena dell'alto Atlas (Marocco e nord Africa), con un movimento antiorario verso ovest-sudovest, e la corteccia oceanica, in costante formazione per via della spaccatura sulla dorsale atlantica, dalla quale fuoriesce tutt'ora abbondante materiale in forma non esplosiva (per via della pressione marina), con movimento da ovest ad est.
Tale scontro, avrebbe provocato prima violenti terremoti, quindi la fusione delle zone di attrito, per poi provocare le violentissime eruzioni che hanno originato le isole.

Comunque sia, le isole presentano datazioni geologiche abbastanza differenti, da est verso  ovest, dalle più anziane alle più recenti ed ancora con forti attività eruttive.

Attualmente la superficie di Lanzarote presenta vari strati geologici ben definiti, dove i più recenti sono andati a sovrapporsi ai più antichi dopo le varie serie eruttive.
Cerchiamo ora di vedere, in grandi linee e senza nessuna presunzione scientifica, le varie fasi che hanno contraddistinto la formazione dell'isola:

PRIMA FASE:  (fino a 5 milioni di anni)
Formazione del massiccio di Famara, nel nord, e del massiccio de "Los Ajaches", a sud. Periodo durato alcuni milioni di anni e, per via dell' anzianità, sono anche le zone che maggiormente hanno subito l'erosione eolica e marina, quest'ultima specialmente nel Risco di Famara, eroso e distrutto in parte dalla forza del mare, fino a "modellarlo" come lo vediamo ora.

El CuchilloSECONDA FASE: (meno di 2 milioni di anni)
Si formano la pianura centrale di Lanzarote, quella che va da Ovest ad Est, e la parte che forma l'estremo sud, attorno a Montaña Roja. E' di questo periodo il vulcano Guanapay, (sopra Teguise) e la zona di El Cuchillo (vicino a Tinajo - vedi foto a lato).

TERZA FASE:
Formazione di tutta la parte "dorsale" dell'isola, che dalla zona appena sopra la Montaña Roja, arriva fino al Vulcano di Guatiza, con allineamento SO-NE. Tipo esempio di questo periodo è Caldera Blanca, fra il Parque di Timanfaya e Mancha Blanca, dove spicca per il suo colore chiaro, circondata dalla lava delle eruzioni "storiche".

QUARTA FASE:(dai 7000 ai 5000 anni, circa)
Zona nord: Vulcano Corona e Malpais. Una serie di vulcani, allineati da O-SO a E-NE, erutta lava che ricopre l'intera area nord dell'isola, aumentandone le dimensioni e dando vita alla conformazione lavica attuale definita Malpais de la Corona. Sempre dal Corona ha origine il lungo tubo vulcanico, che raggiunge e si infila in mare, creando zone di interesse naturalistico e turistico ora fra le più rinomate: Cueva de Los Verdes, Jameos del Agua, Tunnel Atlantida. Quest'ultimo è il tratto di tubo che parte dal Jameos del Agua e che si immerge sotto il livello del mare per oltre 1,5 km; non è visitabile, se non da spedizioni di speleo-Sub geologi, dopo i permessi del caso.

ERUZIONI STORICHE:
Sono quelle dove la storia umana ha lasciato una traccia evidente. Impossibile non parlare della serie del Timanfaya, durata dal 1730 al 1736 e che ha caratterizzato il futuro di Lanzarote (della quale eruzione potete leggere la pagina a lei dedicata), e la molto più breve e innocua eruzione del 1824, del Volcan Nuevo, della durata di pochissimi giorni e che ha lasciato solo poche traccie confuse con l'eruzione precedente.


LANZAROTE OGGI

Attualmente Lanzarote presenta questa situazione geologica: uno strato di Lava, rocce e sedimenti che arriva dai 2 ai 5 km di profondità, frutto delle eruzioniche hanno dato origine all'isola. Quindi un susseguirsi di strati di vario spessore (roccie basaltiche, rocce sedimentarie, lava frutto di eruzioni sottomarine, rocce "plutoniche", corteccia), fino ad arrivare al Manto Superiore. Praticamente circa 25 km. e più di roccia...
Contrariamente a Fuerteventura, non appaiono formazioni di roccie del "Complesso Basale" e neppure roccie plutoniche (frutto di eruzioni magmatiche sottomarine ricche di cristalli per via del lento raffreddamento ).
Ma per l'osservatore attento, è facile verificare le differenze tra le tipologie di lava e sedimenti a seconda delle varie zone dell'isola.
Esistono almeno due tipologie di lava che risaltono evidenti nel panorama geologico di Lanzarote.

MALPAIS

La prima, che è anche quella che da il nome alla parte nord dell'isola, è definita "Malpais" o, con un termine hawaiano utilizzato in geologia, "Aa", utilizzato per definire "la lava che non può essere calpestata", sia per la sua irregolarità che per il calore.
Questa lava di tipo basaltico appartiene alla categoria delle "lave fluide", anche se si presenta piuttosto consistente, molto irregolare, a causa della repentina perdita dei gas, e piena di detriti. Solitamente, la scarsa velocità di questa lava, fino a 50 m. all'ora, ne provoca un forte raffreddamento ai lati e sulla parte più superficiale, facendo sì che la parte raffreddata venga poi "inglobata" nella parte ancora incandescente, aumentandone quindi il volume e le asperità. Questo stesso tipo di lava può essere anche una "evoluzione" del tipo di lava più fluida ma rallentata lungo il suo percorso da ostacoli di grosse dimensioni.
Il "Malpais de la Corona", nel municipio di Haría, è la rappresentazione più famosa ed evidente di tale tipo di lava formatasi dalle eruzioni sopra menzionate della "Quarta Fase", che hanno ricoperto tutta la zona nord da Arrieta fino ad Orzola.
Non bisogna comunque dimenticare che tale tipo di lava si trova anche in giro per il resto dell'isola, a partire dal Parque de Timanfaya per arrivare fino alle vicinanze di Playa Blanca.

LAVA "LISCIA"

La seconda tipologia di lava è definita in spagnolo "lisa", ovvero liscia, anche se gli esperti la definiscono anche'essa col suo nome hawaiano "Pahoehoe", ovvero "soave" o "che si può calpestare". Tale lava è di tipo basaltico, solitamente molto fluida, che solidifica nello strato superficiale, lasciando scorrere la lava incandescente appena sotto la crosta. Questa lava si può presentare sotto varie forme che dipendono di norma dalla fluidità della stessa lava, dal calore e dalla distanza dal punto di eruzione o di fuoriuscita della lava.
A Lanzarote è possibile trovare:

  • quella "Lisa", ovvero liscia, che si presenta come una superficie che appare quasi di asfalto, incurvata verso l'alto dal calore della lava sottostante, ed il più delle volte con fenditure e spaccature che ne lasciano intravvedere lo spessore (che, per nostra osservazione, raggiunge anche i 60/80 cm.);
  • quella "ondulata", molto simile alla precedente ma con curvature molto più pronunciate e spaccature più grosse;
  • quella "a corde", ovvero superfici con forti rugosità che ricordano delle corde;
  • quella a "piel de tiburón", ovvero "pelle di squalo", rugosa e ruvida ma stranamente regolare.


  • E' possibile vedere la lava "liscia" in molte zone dell'isola, come nella strada che da La Geria giunge fino Tinguatón (vicino alla Caldera de Los Cuervos), oppure nelle vicinanze di Masdache, lungo la strada che collega il paese a La Vegueta (a Masdache, girare per la strada che incrocia accanto la chiesa).



    Per chi ha installato sul proprio computer "Google-Earth©", cliccando sull'icona che trovate qui sotto, si aprirà il programma GE mostrando i nomi dei vulcani maggiormente conosciuti dell'isola.
    I Vulcani su Google Earth©  
     


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